IDENTITÀ: IL GIOCO E LA SFIDA

Andando sul sito di Metro-Polis, curiosando tra le varie voci, è possibile scorgerne una piuttosto insolita: 5 titoli in dote. Cosa sono questi titoli? Cosa rappresentano? E perché in dote? Le risposte a queste domande altro non sono che la mappa del tesoro per arrivare a scoprire l’identità profonda della nostra associazione.

Innanzitutto la parola ‘titoli’. Volutamente generale, volutamente onnicomprensiva, volutamente e costantemente lasciata aperta. Un titolo non è che un nome, un nome importante che definisce, introduce, presenta. È il biglietto da visita, la pelle che mettiamo sopra a un’intimità corposa, il distillato ultimo di un senso complesso. Il titolo è la chiave d’accesso a un universo. Ecco allora che può esserci un quadro. Trova posto una raccolta di poesie. Non è straniera una canzone. Ci stanno comode le interviste, in compagnia di film, telefilm, cartoni animati e giornali. I libri, naturalmente, la fanno da padroni ma non sono tiranni dispotici, anzi, si fanno titoli tra i titoli, senza tentare di rubare la scena.

Tutti questi titoli raccontano una storia, la vicenda di chi li ha proposti, di chi li ha portati in Metro-Polis. Sono dunque nomi parlanti e parlano più lingue: quella del nocciolo della loro identità, quella del loro senso specifico, ma sono capaci di comunicare anche nell’idioma del portatore e della portatrice, la lingua di chi li ha letti, visti, ascoltati, toccati o assaggiati. Sono titoli che si fanno carne, un oggetto reale pur rimanendo nella dimensione dell’intangibilità; sono capaci di interagire tra loro, legandosi, connettendosi, andando a creare una fitta rete di suggestioni e rimandi. Assistiamo a una mutazione ontologica che profuma di magia perché, nello stesso momento, questi titoli si caricano della vicenda personale di ciascuno di noi e si depurano di ogni personalismo, diventano stelle brillanti di un firmamento emotivo, politico e associativo.

Donare i propri cinque titoli a Metro-Polis significa accettare di entrare a far parte di una comunità viva, verace, che si riconosce nella diversità e nell’esercizio costante dell’esplorazione. È quasi un rito d’iniziazione, dal potere alchemico: chi entra a far parte di questa associazione cede un pezzetto di sé attraverso i cinque titoli che porta come dote, dona parte della propria identità a Metro-Polis per trovarla mescolata a quella delle altre socie e degli altri soci. Non esistono vincoli di alcun tipo, nessun dogma e nessuna briglia, a chi decidere di prendere la nostra tessera chiediamo semplicemente di giocare al gioco della costruzione dell’identità collettiva di Metro-Polis.

È così che la nostra identità associativa rimane aperta, perennemente in discussione, facendosi un vero e proprio laboratorio culturale e politico in cui chiunque può decidere di sporcarsi le mani, impastando insieme alle altre persone che hanno deciso di farne parte. Impastandosi.
Negli ultimi quattro anni Metro-Polis ha raccolto – e continua a raccogliere – i Cinque titoli in dote, da quelli antichi a quelli più recenti, ordinandoli all’interno dell’apposita sezione del suo sito. Ogni mese ne viene pubblicato uno su questo blog, corredato dalle brevi presentazioni che socie e soci hanno deciso di scrivere e condividere. È questo un modo per mantenere viva l’attenzione su tale pratica e per fare ancora un passo nel cammino della contaminazione reciproca. Con un nuovo triennio di sfide da poco inaugurato, abbiamo voluto dedicare nuovamente uno dei nostri  appuntamenti ai Cinque titoli in dote: è stato il primo Aperitivo a tema della nostra storia e ci sembrava importante sottolineare nuovamente la portata e l’intensità con cui viviamo questa attività. È stata quindi l’occasione per scoprire nuovi titoli, per dare l’opportunità a tutte e tutti di aggiungerne di nuovi, di conoscerne di diversi, di fluidificarsi nuovamente in questo gioco meraviglioso. Non solo. L’Aperitivo a tema Un nuovo inizio ha fornito anche la possibilità per raccontare il futuro dei nostri titoli in dote: proprio partendo da questi vogliamo cominciare a costruire un nostro manifesto politico e associativo, una dichiarazione forte dell’identità di Metro-Polis e delle pratiche che la contraddistinguono. La redazione di un manifesto sarà un esercizio di scrittura lungo, richiederà impegno, immaginazione e sforzo creativo; la parola stessa, ‘manifesto’, è un termine altisonante e può intimorire. Metro-Polis, però, non teme il tempo e nemmeno le sfide, anzi, è essa stessa la sfida più grande e la scommessa più bella: quella di una realtà che testimonia la possibilità del cambiamento, l’esistenza della bellezza e la forza della leggerezza.

Mattia Macchiavelli

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