LEZIONI DI ASTROLOGIA: TORO – VENERE NELL’ASTROLOGIA, NEL MITO, NELL’ARTE

di Rosalba Granata

«Lo bel pianeta che d’amar conforta…».
(Dante, Purgatorio)

Venere, in ordine di distanza dal Sole, è il secondo pianeta del Sistema solare.
Ha l’aspetto di una stella lucentissima ed è visibile soltanto poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto, per questa ragione è stato spesso chiamato dai popoli antichi la “Stella del Mattino” o la “Stella della Sera”.

Spesso il pianeta Venere è stato lo scenario di molti romanzi di fantascienza degli anni Venti. Veniva immaginato come un mondo abitato da esseri viventi.
Successivamente però le sonde hanno rivelato un pianeta arido, caldissimo e certamente non adatto alla vita. Le temperature potrebbero addirittura fondere il piombo.
Sono quindi diminuite le storie ambientate in questo deserto rovente tranne alcune più scientificamente accurate, come per esempio 3001: Odissea finale di Arthur C. Clark che immagina la possibilità di “terraformare” il pianeta facendo abbassare drasticamente la sua temperatura deviando frammenti di comete.

Venere in Astrologia

La Venere del Toro non è la greca Afrodite ma Astarte, divinità più primitiva, dea della fertilità dalla sensualità esigente.
L’Astrologia naturalmente conosce un solo pianeta Venere, tuttavia l’influenza che le è attribuita partecipa in Toro del carattere di Astarte.

Nel Toro, segno di Terra, abbiamo il domicilio di Venere e l’esaltazione di Giove(1): l’affettività è calda, intensa e possessiva. L’edonismo si esprime nelle sue manifestazioni più semplici e naturali. I piaceri più genuini del cibo, l’amore per la campagna, le gioie del sesso.

La dea Astarte

Venere nel Mito

«O divina Venere, alma mater del genere umano».
(Lucrezio)

Venere Astarte è fertilità, è Materno protettivo, è la Grande dea Madre degli uomini e degli animali, che cura e guarisce. Conosciuta nell’antichità con tanti nomi: Isthar, Cibele, Rea, Urania, Afrodite Pandemos.

I sumeri la assimilarono con la loro Inanna, dea della Madre Terra e della fecondità. Nella civiltà assiro-babilonese era Ishtar, dea dell’amore e della guerra, sorella gemella del Sole e figlia della Luna (Sin). Il culto di Ishtar, come personificazione della fertilità e della maternità, si diffuse ai popoli vicini: fu venerata da semiti, ittiti, hurriti, fenici, siriani, penetrò anche, col nome di Astarte, nel mondo greco-romano.

Ishtar è madre e amante di Tammuz, il dio della primavera. Quando il suo amato muore, disperata va alla sua ricerca negli Inferi. Deve attraversare sette porte e in ciascuna abbandonare vesti e ornamenti. Le vesti e i gioielli che indossava erano il simbolo del suo potere. Giunge nuda davanti al trono della dea infernale. Al suo ritorno sulla terra insieme all’amato Tammuz la vegetazione riprende a crescere.

Venere Astarte nell’Arte

Ho scelto due immagini, una del più lontano passato, l’altra di epoca moderna.

La Dea dei serpenti, Museo archeologico di Iraklion, 1700-1600 a.C., ceramica smaltata (35 cm circa).

La Dea dei serpenti risale al 1700-1600 a.C. Questa statua in ceramica smaltata di pregevole fattura proviene dal palazzo di Cnosso ed è conservata nel Museo archeologico di Iraklion.
La dea dal volto severo e impassibile ha tra le mani i serpenti, animali che simbolicamente rappresentano il ciclo di rigenerazione.

Non è questa la prima testimonianza del culto della Grande Madre, ve ne sono molte più antiche. La prima conosciuta, la Venere di Willendorf, è una statuetta in pietra che risale addirittura a più di 22mila anni fa.

G. D. Rossetti, Astarte Syriaca, 1875-77, olio su tela, Manchester City Art Gallery

Questo dipinto intensamente sensuale è Astarte Syriaca, opera realizzata attorno al 1877 dall’artista preraffaellita Dante Gabriel Rossetti.
La dea è ritratta a grandezza quasi naturale affiancata da due figure alate che portano fiaccole.
La modella è Jane Morris, moglie di William Morris. Rossetti, affascinato dalla singolare bellezza della donna, la ritrae ossessivamente realizzando figure femminili inquiete e sensuali tratte da miti e da opere letterarie.
Lo stile del quadro si distacca dalle immagini del primo periodo dell’artista caratterizzate da estrema cura dei dettagli e dalla grazia delicata e poetica con cui ritraeva la moglie Elizabeth E. Siddal quando era ancora in vita.

NOTE

  1. TERMINI:

Toro segno di Terra. Quattro sono gli elementi: Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Ad ogni elemento appartengono tre segni. L’elemento Terra è legato a concretezza, coerenza, affidabilità. Toro è il primo di Terra.

Domicilio, Esaltazione. Ogni pianeta rispetto a un segno zodiacale può essere in Domicilio, in Esaltazione, in Esilio o in Caduta. Nel Toro vi è il domicilio di Venere, vi è quindi affinità di valori tra il pianeta e il segno. Giove è invece Esaltato nel Toro, le sue qualità pertanto si esprimono in massimo grado. Venere rappresenta l’amore, il piacere. Giove rappresenta l’espansione, l’ottimismo, il godimento di agi e piaceri. È il “Grande Benefico”.

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