APPETIZER BOOKS: ASPETTANDO MONSIEUR BELLIVIER – BRITTA ROSTLUND

di Francesco Colombrita

Edito Marsilio, 2018, pp 363

A Parigi una donna sta lavorando al computer in un caffè, distratta e presa dai suoi stessi pensieri. Nello medesimo istante, ai piedi di Monmartre, un uomo ha già sistemato la frutta e la verdura davanti al proprio negozio e punta lo sguardo, seduto su uno sgabello, sul nulla. Sono due momenti che si ripetono con costanza, ineluttabili. Lei è una giornalista freelance colpita da un crollo nervoso, lui un droghiere che porta avanti la famiglia, la casa e il negozio. Si può essere, tuttavia, se stessi senza coscienza del presente, persi in una preterintenzionale monotonia?

Helena attende che passino i minuti mentre cerca di finire articoli su articoli richiesti dall’editore, per poi recuperare il figlio uscito da scuola.

Mancebo aspetta, da un momento all’altro, l’odore della cena che solitamente si insinua, a partire dal piano superiore, e che segna la fine della giornata di lavoro. Poi il pasto consumato con la moglie, il figlio e la famiglia del cugino.

Per nessuno dei due però sarà una giornata simile alle altre, come proiettili che seguono il loro corso, alle volte schivandoti, le intenzioni di due perfetti sconosciuti si imbatteranno nelle loro vite.

«Sta aspettando Monsieur Bellivier?» è la domanda posta con determinazione alla giornalista da un signore che poco prima era entrato nel bar e si guardava attorno circospetto. Chi era? Chi cercava? Come mai non sapeva chi doveva incontrare e come mai aveva scelto lei? Chi è Monsieur Bellivier? Mille domande che distolgono la donna dal torpore in cui abitava da tempo e che la porteranno a rispondere semplicemente «Sì, lo stavo aspettando».

«Io vorrei che spiasse mio marito, sono convinta che mi tradisca, non ci sarebbe investigatore migliore di lei, su quel suo sgabello. Noi viviamo proprio qui di fronte». Questa la bizzarra richiesta che riceve invece Mancebo, non potrà rifiutare. E la sua vita non sarà più come prima.

Premesse di un romanzo che trascina il lettore, con qualche punto di suspense da poliziesco, direttamente nelle vite dei personaggi, mettendo in scena delle vicende che non potranno che cambiare per sempre la coscienza dei protagonisti. La monotonia e l’assenza di uno scopo verranno scardinate in favore di una riscoperta del sé dai tratti tragicomici, costringendo tutti a una riflessione profonda su ciò che muove le nostre azioni.

«Tutti noi facciamo cose che non capiamo, senza sapere a cosa porteranno, e tutti noi svolgiamo lavori insensati. In realtà, siamo tutti al servizio di Monsieur Bellivier».

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